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Sicurezza informatica

Phishing, password e autenticazione a due fattori

Le tre abitudini che riducono davvero il rischio.

· 5 min di lettura

La maggior parte degli attacchi informatici alle imprese non comincia con un'operazione sofisticata. Comincia con un'email, un clic e una credenziale rubata. La buona notizia è che qui la difesa è alla portata di tutti — non richiede budget enormi, richiede abitudini.

Riconoscere il phishing

Le email fraudolente moderne sono ben scritte, tradotte correttamente e graficamente credibili: il vecchio consiglio "attenzione agli errori di grammatica" non basta più. Funzionano invece questi segnali:

  • Urgenza e pressione. "Entro oggi", "ultimo avviso", "il tuo account sarà bloccato". La fretta serve a farti saltare il ragionamento.
  • Richiesta di credenziali o pagamenti. Nessuna banca, nessun fornitore serio e nessun collega ti chiederà la password via email.
  • Il link non corrisponde al testo. Passa il mouse sopra (senza cliccare) e leggi il vero indirizzo di destinazione.
  • Un cambio di coordinate bancarie. È lo schema delle frodi via email verso l'ufficio amministrativo, che sono tra le più costose in assoluto. Regola d'oro: ogni variazione di IBAN si verifica con una telefonata a un numero già noto, mai a quello indicato nel messaggio.

Password: lunghezza prima di complessità

Le indicazioni più aggiornate hanno superato l'idea della password contorta da cambiare ogni novanta giorni: produceva solo varianti prevedibili appuntate su un post-it. Meglio così:

  • Passphrase lunghe, facili da ricordare e difficili da indovinare.
  • Mai riutilizzare la stessa password su servizi diversi: una singola violazione altrui diventa la chiave di casa tua.
  • Un password manager aziendale, che genera e conserva credenziali diverse per ogni servizio. È l'investimento con il miglior rapporto tra costo e rischio evitato.
  • Cambio solo in caso di sospetta compromissione, non a calendario.

L'autenticazione a più fattori (MFA)

È la misura singola più efficace contro il furto di credenziali: anche se la password viene rubata, da sola non basta ad entrare. Non tutti i fattori però si equivalgono:

  • Passkey e chiavi di sicurezza (FIDO2) — il livello migliore, perché resistono anche ai siti civetta che intercettano i codici in tempo reale.
  • App di autenticazione (codici temporanei o notifiche push) — ottimo compromesso, adatto alla maggior parte delle aziende.
  • SMS — meglio di niente, ma il più vulnerabile: da riservare ai casi in cui non ci sono alternative.

Un'avvertenza utile: se ricevi una raffica di notifiche di approvazione che non hai richiesto, non approvare per farle smettere. Significa che qualcuno ha già la tua password e sta aspettando esattamente quel clic. Segnalalo subito.

Trasformare le abitudini in cultura aziendale

La formazione una tantum ha effetti che svaniscono in poche settimane. Funzionano invece i cicli brevi e ricorrenti, accompagnati da simulazioni di phishing usate per misurare e migliorare — mai per colpevolizzare. Il messaggio da diffondere è semplice: segnalare un dubbio non fa perdere tempo a nessuno, e chi segnala un proprio errore va ringraziato, non rimproverato. Nelle organizzazioni dove le persone hanno paura di dirlo, un incidente da poche ore diventa un incidente da settimane.

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Parliamone nel concreto

Ogni tema di questo articolo diventa diverso quando lo si applica alla tua azienda. Raccontaci la tua situazione, la analizziamo insieme.

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