I dati raccolti

I numeri che guidano ogni progetto

Prima di proporre una soluzione, la verifichiamo contro i dati. Abbiamo raccolto le ricerche più recenti su siti web, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale e digitalizzazione delle imprese italiane: ogni cifra qui sotto è datata e citata, e la aggiorniamo a ogni nuova edizione dei report. È il punto di partenza da cui ragioniamo insieme al progetto giusto per te.

01Siti Web

Nessuno ti dirà mai che il tuo sito è lento.

Se ne andranno prima.

C'è un'idea diffusa secondo cui la velocità di un sito è un dettaglio tecnico: qualcosa da sistemare dopo, quando grafica e contenuti sono a posto. I test dicono il contrario, e lo dicono con una precisione che mette a disagio.

Vodafone Italia ha messo online due pagine identiche. Stessa grafica, stesse funzioni, stessi contenuti. L'unica differenza era il tempo di caricamento del contenuto principale, migliore del 31% in una delle due. La pagina più veloce ha venduto l'8% in più. Nessun'altra spiegazione possibile: la variabile era una sola.

Deloitte e Google sono andati più a fondo, misurando 37 brand internazionali. Hanno scoperto che un miglioramento di un solo decimo di secondo alza le conversioni nel retail dell'8,4% e il valore medio del carrello del 9,2%. Un decimo di secondo è sotto la soglia della percezione conscia. Nessuno dei clienti coinvolti si è accorto di niente. Hanno solo comprato di più.

  • +0%Vendite della pagina più veloce in un test A/B a variabile singolaFonte: Vodafone Italia, caso documentato da Google web.dev
  • +0,0%Conversioni retail guadagnate con 0,1 secondi di miglioramento, su 37 brandFonte: Deloitte × Google, "Milliseconds Make Millions"
  • +0%Aumento della probabilità di abbandono passando da 1 a 3 secondi di caricamentoFonte: Google / SOASTA
  • 0%Quota di siti mobile che supera tutti e tre i Core Web Vitals di Google. Su desktop è il 63%Fonte: HTTP Archive / Google

Quello che nessuno ti segnala

Dal 28 giugno 2025 l'accessibilità digitale non è più una cortesia. L'European Accessibility Act, recepito in Italia con il D.Lgs. 82/2022, ha esteso al settore privato obblighi che prima riguardavano solo la pubblica amministrazione. Per i servizi già attivi prima di quella data la norma concede tempo fino al 28 giugno 2030, ma la direzione è scritta.

Il punto però non è la sanzione. Il punto è che una persona ipovedente non compila un form di reclamo. Chi naviga con una connessione debole non scrive per protestare. Escono, e nella tua analytics restano indistinguibili da chiunque altro abbia cambiato idea. Stai perdendo clienti in un modo che i tuoi strumenti non sono progettati per mostrarti.

Costruiamo siti che passano i Core Web Vitals e le WCAG 2.1 AA il primo giorno, non dopo il primo audit.
02Infrastrutture Cloud

Il cloud è invisibile.

Lo noti soltanto il giorno in cui si ferma.

Nessuno pensa all'infrastruttura. È esattamente questo il suo lavoro: non farsi notare. Poi arriva il martedì in cui il POS non passa la carta, il gestionale non apre, il centralino risponde a vuoto — e improvvisamente l'infrastruttura diventa l'unica cosa di cui si parla in azienda.

Quanto costa quel martedì? L'indagine ITIC ha misurato che il 91% delle medie e grandi imprese perde più di 300.000 dollari per ogni ora di fermo. Il 41% dichiara tra 1 e oltre 5 milioni. Non sono cifre da multinazionale: sono cifre da azienda che ha spostato online i propri processi senza spostare online la propria resilienza.

E non serve un attacco. Nel luglio 2024 un singolo aggiornamento software difettoso ha mandato in crash circa 8,5 milioni di sistemi Windows nel mondo in poche decine di minuti, con 5,4 miliardi di dollari di perdite dirette per le sole aziende Fortune 500. Nessun hacker. Un file sbagliato.

  • 0%Medie e grandi imprese che perdono oltre 300.000 $ per ogni ora di fermo. Il 41% supera il milioneFonte: ITIC, Hourly Cost of Downtime Survey 2024
  • 0 su 5Interruzioni di servizio che oggi superano il milione di dollari di dannoFonte: Uptime Institute, 2026
  • 0,0%Imprese italiane con almeno 10 addetti che acquistano cloud di livello intermedio o avanzato. L'obiettivo europeo è il 75% entro il 2030Fonte: Istat, Imprese e ICT 2025
  • +0,0%Crescita della spesa mondiale in cloud sovrano nel 2026, fino a 80 miliardi di dollari. In Europa la crescita è dell'83%Fonte: Gartner, febbraio 2026

Una nota sulla precisione

Trovi ancora scritto in giro che un minuto di fermo costa 5.600 dollari. È un dato Gartner del 2014: ha dodici anni e sottostima largamente la realtà di un'azienda che nel frattempo ha messo online vendite, magazzino e assistenza.

Lo segnaliamo perché il modo in cui un fornitore cita i dati dice molto su come gestirà i tuoi sistemi. Noi datiamo tutto quello che affermiamo. Puoi verificarlo riga per riga.

Quello che nessuno ti segnala

L'Italia è quasi in target sugli obiettivi europei del cloud: il percorso verso l'obiettivo 2030 è completato per il 90,7%. Il problema non è più esserci. È come ci sei arrivato — quanti fornitori diversi, quante configurazioni ereditate, quante password in un file condiviso, quanti backup che nessuno ha mai provato a ripristinare.

Progettiamo infrastrutture con un obiettivo dichiarato: che il tuo tempo di ripristino sia un numero che conosci, non una scoperta.
03Cybersecurity

L'Italia raccoglie il 9,6% degli attacchi gravi del mondo.

Con meno dell'1% della popolazione mondiale.

Il Rapporto Clusit 2026 ha contato 507 incidenti di particolare gravità sul territorio italiano nel 2025, contro i 357 dell'anno prima: un +42% in dodici mesi. Su scala globale gli incidenti gravi sono stati 5.265, il valore più alto da quando esiste la rilevazione. La media mensile mondiale è passata da 171 incidenti nel 2021 a 439 nel 2025.

Intanto il costo è salito. Il Cost of a Data Breach Report 2026 di IBM fissa la media globale di una violazione a 4,99 milioni di dollari, +12% in un anno e nuovo record. Nella sanità si arriva a 6,64 milioni.

La novità del 2026 ha un nome preciso: l'IA sta lavorando su entrambi i lati del tavolo. Una violazione malevola su quattro è ormai abilitata dall'intelligenza artificiale — +56% in un anno — e costa in media un milione di dollari in più delle altre. Sul fronte opposto, chi ha portato IA e automazione nelle proprie operazioni di sicurezza risparmia quasi 2 milioni per incidente. Una organizzazione su quattro non lo ha ancora fatto.

  • 0Incidenti gravi in Italia nel 2025, +42% sull'anno precedente: il 9,6% del totale mondialeFonte: Rapporto Clusit 2026
  • 0,00 M$Costo medio globale di una violazione dei dati, +12% e record storicoFonte: IBM Cost of a Data Breach Report 2026
  • 0 su 4Violazioni malevole abilitate dall'IA. Costano circa 1 milione in più della mediaFonte: IBM, 2026
  • 0%Incidenti in cui compaiono dipendenti che usano strumenti IA non autorizzati. Un anno prima era meno della metàFonte: IBM / Ponemon Institute, 2026
  • 0%Organizzazioni violate che cifravano i dati sensibili sia a riposo che in transitoFonte: IBM, 2026

La scadenza che riguarda la tua azienda

La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, coinvolge oltre 20.000 organizzazioni. Dal gennaio 2026 è operativo l'obbligo di notifica degli incidenti significativi; entro l'ottobre dello stesso anno le misure di sicurezza previste devono essere adottate. Le sanzioni arrivano a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale per i soggetti essenziali.

Molte PMI hanno concluso in autonomia di non essere nel perimetro, e hanno concluso male: rientrano anche per settore e per posizione nella catena di fornitura, non solo per dimensione.

Quello che nessuno ti segnala

Quando un fornitore viene violato, i dati esposti non sono soltanto i suoi. Sono quelli dei clienti dei suoi clienti — persone che non hanno mai scelto quel fornitore, non sanno che esiste, e non sapranno mai da dove sono usciti i loro dati.

È il motivo per cui la sicurezza ha smesso di essere un tema interno. Oggi la tua postura di sicurezza è un requisito che i tuoi clienti verificano prima di firmare.

Partiamo da un'analisi del perimetro NIS2 e da una valutazione delle vulnerabilità. Poi decidiamo insieme cosa vale la pena difendere per primo.
04Dati e Intelligenza Artificiale

Il 16,4% delle imprese italiane usa l'intelligenza artificiale.

Un terzo di loro non sa come adoperarla.

Il dato è Istat, non è un'opinione. Nel 2025 le imprese italiane con almeno 10 addetti che usano almeno una tecnologia di IA sono il 16,4%: erano l'8,2% nel 2024 e il 5% nel 2023. Un raddoppio all'anno.

Ma dentro quel 16,4% c'è un dettaglio che vale più di tutto il resto: il 33,4% di chi dichiara di usare l'IA non riesce a indicare alcuna finalità aziendale. Un anno prima era il 15,5%. Tradotto: l'adozione corre, la strategia no. Si stanno comprando strumenti prima di aver deciso quale problema risolvono.

Non è una questione italiana. Il MIT ha misurato che il 95% dei progetti pilota di IA generativa non produce alcun impatto misurabile sul conto economico. Nello stesso studio, però, c'è il numero che quasi nessuno cita: i progetti realizzati con un partner esterno arrivano in produzione il 67% delle volte, quelli costruiti solo internamente il 33%. Il doppio.

  • 0% → 16,4%Imprese italiane (10+ addetti) che usano IA, dal 2023 al 2025Fonte: Istat, Imprese e ICT 2025
  • 0 puntiDivario di adozione dell'IA tra grandi imprese (53,1%) e PMI (15,7%). Nel 2023 era di 20 punti: si sta allargandoFonte: Istat, 2025
  • 0,0%Aziende che hanno valutato l'IA e rinunciato per mancanza di competenze. Al 45,2% mancavano dati disponibili o di qualità sufficienteFonte: Istat, 2025
  • 0% vs 33%Progetti IA che arrivano in produzione con un partner esterno, contro quelli costruiti solo in casaFonte: MIT Project NANDA, 2025
  • 0%Progetti IA privi di dati pronti all'uso destinati all'abbandonoFonte: Gartner

Il vero collo di bottiglia

Guarda l'elenco degli ostacoli dichiarati da chi ha valutato l'IA e ha rinunciato: competenze mancanti, quadro normativo incerto, dati indisponibili o di scarsa qualità, dubbi sulla privacy, costi. Non c'è un solo problema di modelli o di potenza di calcolo.

Il modello non è il collo di bottiglia. Lo sono i tuoi dati: dove stanno, chi li possiede, quanto sono puliti, chi ha il diritto di leggerli. È lavoro noioso e non si fotografa bene, ma è il 100% della differenza tra un pilota che finisce in produzione e uno che finisce in una slide.

Quello che nessuno ti segnala

Ogni persona che tocca la tua azienda lascia dati: un ticket di assistenza, uno scontrino, una tessera fedeltà, un sensore in linea di produzione. Le imprese italiane che analizzano i propri dati sono passate dal 26,6% al 42,7% in due anni — il che significa che nella maggioranza dei casi quei dati esistono e nessuno li legge.

Il servizio migliore che quei clienti avrebbero potuto ricevere era già scritto nei tuoi archivi. Semplicemente non è mai stato estratto.

Prima mettiamo in ordine i dati. Poi parliamo di IA. In quest'ordine, perché l'ordine inverso è il motivo per cui il 95% dei progetti si ferma.
05Consulenza Informatica

Il divario digitale italiano non è tecnologico.

È organizzativo.

Nel 2025 quasi l'80% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha raggiunto un livello base di digitalizzazione. Solo il 38,1% arriva a un livello almeno alto. Tra le grandi imprese le stesse quote sono 96,4% e 81,4%.

Guarda dove si concentra la differenza e capisci tutto. Software gestionale ERP: 48,8% nelle PMI, 85,9% nelle grandi imprese. CRM: 21,1% contro 56,5%. Non sono tecnologie costose né difficili da comprare. Sono tecnologie che chiedono di riscrivere il modo in cui l'azienda lavora — e quella è la parte che non si acquista.

Lo confermano le imprese stesse. Il 59% delle PMI italiane segnala la scarsità di figure specializzate come freno principale. Il 61% ha avviato i propri progetti di digitalizzazione con un supporto esterno. E il MIT, intervistando 72 dirigenti in oltre 30 settori, ha individuato il fattore numero uno che separa i progetti arrivati in produzione da quelli fermi: la riprogettazione del flusso di lavoro, citata dal 61%.

Il fallimento non è quasi mai tecnico. È aver trattato un cambio di processo come un acquisto di software.

  • 0% vs 38,1%Imprese italiane a livello base di digitalizzazione, contro quelle a livello almeno altoFonte: Istat, Imprese e ICT 2025
  • 0,0% vs 56,5%Adozione del CRM tra PMI e grandi imprese. Sull'ERP il divario è 48,8% contro 85,9%Fonte: Istat, 2025
  • 0%PMI italiane che non hanno investito né prevedono di investire in intelligenza artificialeFonte: Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI, Politecnico di Milano, 2025-2026
  • 0%PMI che indicano la carenza di figure specializzate come freno alla digitalizzazione. Il 61% lavora con supporto esternoFonte: Osservatorio PMI, Politecnico di Milano
  • 0%Dirigenti che identificano la riprogettazione dei processi come il fattore decisivo tra pilota e produzioneFonte: MIT, 2026

Il conto alla rovescia europeo

Il Decennio Digitale europeo fissa al 2030 l'obiettivo del 90% di PMI a livello base di digitalizzazione. L'Italia è passata dal 68,1% nel 2023 all'88,3% nel 2025: restano 11,7 punti e cinque anni.

Sugli altri obiettivi il quadro è disomogeneo. Cloud: 90,7% del percorso completato. Analisi dei dati: 56,9%. Intelligenza artificiale: 21,9%. Se cerchi dove si aprirà il divario competitivo nei prossimi cinque anni, è scritto in quel terzo numero.

Quello che nessuno ti segnala

Il dipendente che reinserisce a mano gli stessi dati in tre sistemi diversi non sa di stare pagando una decisione presa otto anni prima da qualcun altro. Il cliente che aspetta due giorni una risposta che il sistema aveva già, nemmeno.

Il debito tecnico non arriva mai come una fattura. Arriva come lentezza diffusa che tutti hanno imparato a considerare normale.

Iniziamo da un assessment: cosa hai, cosa ti serve, cosa puoi smettere di pagare. Senza vendere niente nella prima conversazione.

Le fonti

Tutti i dati citati provengono dalle seguenti pubblicazioni. Verifichiamo e aggiorniamo questa pagina a ogni nuova edizione.

FontePubblicazionePeriodo
IstatImprese e ICT — Anno 2025dicembre 2025
ClusitRapporto Clusit 2026 sulla sicurezza ICT in Italia e nel mondomarzo 2026
IBM / Ponemon InstituteCost of a Data Breach Report 2026luglio 2026
GartnerPrevisioni spesa IT e cloud mondiale2026
ITICHourly Cost of Downtime Survey2024
Uptime InstituteRapporto annuale2026
Deloitte × GoogleMilliseconds Make Millions2020
Google / SOASTARicerca su velocità e abbandono mobile2017
HTTP Archive / GoogleCore Web Vitals Technology Report2026
MIT Project NANDARicerca su adozione IA in azienda2025-2026
Politecnico di MilanoOsservatorio Innovazione Digitale nelle PMI2025-2026
ParametrixStima perdite incidente CrowdStrike2024
NormativaD.Lgs. 82/2022 (EAA) · D.Lgs. 138/2024 (NIS2)—

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Ogni azienda ha un punto in cui questi dati diventano concreti: un sito lento, un fermo che è costato caro, un progetto IA senza dati pronti. Raccontacelo, lo analizziamo insieme.

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