Nessuna difesa è impenetrabile. Per questo la domanda giusta non è solo "come evito l'incidente", ma anche "quanto in fretta torno operativo quando accade". È qui che si gioca la differenza tra un disagio di qualche ora e una crisi aziendale.
Il backup è l'ultima linea di difesa, e gli attaccanti lo sanno
Il ransomware moderno non cifra subito: prima resta silenzioso in rete, individua i backup e li compromette o li cancella. Solo dopo colpisce. Un backup raggiungibile con le stesse credenziali del resto della rete, quindi, potrebbe non esserci più proprio quando serve.
La regola 3-2-1, aggiornata
È il riferimento più solido e resta valido: 3 copie dei dati, su 2 supporti diversi, di cui 1 fuori sede. Oggi si aggiungono due elementi che fanno la differenza:
- una copia immutabile o offline, che non può essere modificata né cancellata per un periodo definito, nemmeno da un amministratore compromesso;
- zero errori nei test di ripristino, verificati e documentati.
Attenzione: sincronizzare non è fare backup
OneDrive, Google Drive, Dropbox e simili sono strumenti di sincronizzazione. Se un file viene cifrato o cancellato, la modifica si propaga a tutte le copie. Lo stesso vale per la posta e i dati su Microsoft 365 o Google Workspace: il fornitore garantisce la disponibilità della piattaforma, la protezione dei contenuti resta responsabilità del cliente. È un punto che sorprende molte aziende, spesso nel momento sbagliato.
Due numeri da decidere prima, non dopo
- RTO (Recovery Time Objective): quante ore puoi restare fermo prima che il danno diventi serio.
- RPO (Recovery Point Objective): quanti dati puoi permetterti di perdere — un'ora di lavoro, un giorno, una settimana.
Sono decisioni di business, non tecniche. Una volta stabiliti, questi due valori determinano tecnologie, frequenza dei backup e costi. Definirli richiede una riunione; scoprirli durante un'emergenza costa molto di più.
Il piano che serve davvero
Un piano di continuità utile sta in poche pagine e risponde a domande concrete: chi decide che siamo in emergenza, chi chiama chi (con i numeri stampati, perché la rubrica aziendale potrebbe essere inaccessibile), quali sistemi si ripristinano per primi, come si lavora nel frattempo, come si comunica a clienti e fornitori.